Lo schwa: includere anche nel parlato

Lo schwa: includere anche nel parlato

Navigando sui social o leggendo articoli innovativi, potrebbe capitarti di imbatterti in una “lettera” stampata, non presente nel nostro alfabeto, ma che fa parte di quello internazionale, simile ad una “e” capovolta. Visivamente appare così: Ə.

Questo segno non è un errore di battitura ma attualmente rappresenta il modo più inclusivo nella lingua italiana per comprendere tutte le identità di genere, binarie e non binarie.

Questa lettera particolare si chiama Schwa, ed ha un suono simile ad alcuni dialetti del sud Italia che spesso troncano le finali delle parole.

A cosa serve lo schwa?

La lingua italiana, a differenza dell’inglese, non dispone di un soggetto neutro e utilizza il maschile come forma predominante nei plurali, rendendo meno inclusivo il linguaggio.

Ad esempio, se il pubblico di Mimix si identifica prevalentemente nel genere femminile, nelle newsletter optiamo per il linguaggio al femminile. Tuttavia, la grammatica ci obbliga ad utilizzare il maschile anche se la maggioranza è femminile, escludendo così il genere femminile in favore di un solo uomo.

Abbiamo scelto di parlare al femminile per principio, ma in futuro potremmo adottare lo schwa per includere tutte le persone senza escluderne alcuna, indipendentemente dall’identità di genere.

Quando vale la pena usare lo schwa?

Vera Gheno, esperta sociolinguista nel campo dell’uso del linguaggio inclusivo, adotta lo schwa quando appropriato per migliorare l’inclusività di genere senza generare confusione. Noi vogliamo fare tesoro delle sue indicazioni.

In passato, sono stati usati vari simboli come asterischi, chioccioline o barre per rappresentare il genere neutro, non considerando che esiste un simbolo nell’alfabeto internazionale con un fonema correlato.

Noi siamo aperti al cambiamento, poiché apprezziamo l’evoluzione delle persone in tutti i contesti.

Attualmente, adotteremo il linguaggio al femminile principalmente per ragioni di comunicazione. Monitoreremo con attenzione la composizione del nostro pubblico e, con il tempo, miriamo a riflettere pienamente la diversità e l’inclusività nel settore della cura personale e del benessere del viso.

Se vuoi approfondire di più il tema dello schwa e della lingua inclusiva, ti consigliamo l’interessantissimo podcast “Amare Parole” di Vera Gheno, in cui utilizza lo schwa anche nel parlato.

Che effetto ti fa l’inclusione in un plurale sovraesteso? Ti infastidisce o non dai peso alla cosa? 

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